La fiaba di Billo e Casimiro

C’era una volta un bambino di nome Casimiro che aveva un simpatico cane di nome Billo.

Billo e Casimiro erano davvero inseparabili!

Al mattino Casimiro, veniva svegliato da Billo che gli preparava le pantofoline e poi lo scopriva tutto dal momento che Casimiro era un vero e proprio poltrone e grazie a Billo riusciva sempre ad entrare puntuale in classe.

Una volta tornato a casa, dopo aver pranzato e fatto i compiti, Casimiro andava a insieme a Billo al parco, dove passavano ore ed ore ad inventare sempre nuovi giochi.

Ad esempio una volta Casimiro fece finta che Billo era un cavallo e che lui era un grande e forte guerriero che doveva sconfiggere un drago che teneva prigioniera una principessa nel castello.

Casimiro saltò a cavalcioni su Billo impugnando una spada di legno e si diressero verso il drago che teneva prigioniera la principessa nel castello, ma che in realtà era un signore anziano che se ne stava seduto tranquillamente su una panchina.

Casimiro gli si avvicinò e urlò: “Brutto drago! Hai tenuto troppo tempo prigioniera la principessa Bellisblenia! Non mi fai paura! Fatti sotto e affrontami!”.

L’anziano signore alzò gli occhi, lo guardò e gli disse: “Mi farebbe tanto piacere giocare con te, ma son venuto qui a riposarmi un po’. Su vai a cercare qualcun altro con cui giocare”.

Ma Casimiro continuò dicendo: “Hai forse paura di me? E fai bene! Io sono il più forte e temerario cavaliere di tutto il regno, in groppa al cavallo più veloce del mondo, non temiamo nessun rivale”; allora l’anziano signore con tanta pazienza si alzò dalla panchina e fece finta di essere il drago e rincorse i due finchè Casimiro, con un’abile mossa lo colpì con la spada e l’anziano signore fece finta di cadere a terra, sconfitto.

Un altro giorno, invece, Casimiro organizzò una gara di velocità con Billo e il vincitore avrebbe avuto un bel gelato come premio.

Casimiro era pronto sulla linea di partenza contò fino al tre e….SWOOOM, Billo gli sfrecciò davanti come un razzo!

Casimiro tentò di raggiungerlo, ma non ci fu nulla da fare: Billo tagliò il traguardo per primo e gustò un delizioso gelato per cani.

Insomma i due erano davvero amici per la pelle!

Una mattina, Casimiro, prima di andare a scuola disse a Billo: “Oggi tornerò un po’ più tardi da scuola perché la mia classe deve consegnare un progetto di scienze, ma non preoccuparti tornerò più in fretta che posso da te così possiamo andare al parco giochi”, e Billo gli rispose: “WOOF WOOF”, che voleva dire: “Non vedo l’ora che ritorni per poter giocare insieme”, Casimiro lo salutò e si avviò a scuola.

Le ore passarono e Casimiro non tornava a casa, Billo iniziò a preoccuparsi e pensò di non rimanere a casa ad aspettarlo ma di uscire e andare a scuola per vedere se fosse ancora li.

Arrivato fuori la scuola, la trovò chiusa, fece anche un paio di giri per vedere se ci fosse qualcuno nelle aule ma niente, la scuola era vuota, così pensò di andare al parco forse Casimiro si trovava lì.

Billo perlustrò tutto il parco più e più volte, abbaiando per farsi sentire, ma niente, anche stavolta fu un buco nell’acqua, di Casimiro neanche l’ombra!

Billo non sapeva più cosa fare, e iniziò a girare per la città alla ricerca disperata del suo amico.

Intanto Casimiro, che era rientrato a casa chiamò Billo ma vide che non gli rispose; iniziò quindi a cercarlo per tutta la casa e chiese anche ai suoi genitori se l’avessero visto, ma nessuno sapeva che fine avesse fatto: “Tutta colpa della maestra di Scienze! Ci ha fatto rifare il progetto tre volte perché non le piaceva e Billo deve essere uscito a cercarmi! Non posso stare qui senza far nulla, chissà quanta paura avrà li fuori da solo, devo correre subito a cercarlo”.

E così dicendo, Casimiro, accompagnato dai suoi genitori, uscì e iniziò a perlustrare ogni angolo della città e ripeteva: “Billo, Billo dove ti sei cacciato? Dammi un segno e correrò da te”, ma non ci fu risposta.

Intanto si fece buio e i genitori dissero a Casimiro che dovevano rientrare a casa, ma che domattina avrebbero ripreso le ricerche.

Billo, che non sapeva più tornare a casa, cercò riparo sotto la grondaia di un negozio, sperando che l’indomani qualcuno lo trovasse.

Casimiro non chiuse occhio, era impaziente di rimettersi a cercare il suo carissimo amico, e infatti appena fu giorno, accompagnato sempre dai suoi genitori, si rimise alla ricerca di Billo.

Intanto Billo, anche lui sveglio, nonostante fosse stanco e affamato capì che l’unica cosa da fare fosse quella di rimettersi sulle tracce del suo padroncino e decise di ritornare al parco giochi dove sarebbero dovuti andare.

Giunto lì, il suo olfatto sentì un odore familiare: era l’odore di Casimiro! Subito Billo seguì quell’odore abbaiando per farsi sentire.

Dall’altro lato del parco, Casimiro, sentì abbaiare: “WOOF WOOF”, ma non fece in tempo a voltarsi che Billo gli saltò al collo leccandogli il viso per la felicità!

Casimiro non poteva crederci e strinse forte il suo caro amico e gli disse: “Billo dove ti eri cacciato? Non dovevi allontanarti da casa, mi spiace se ho fatto tardi, ma tu non dovevi disobbedirmi e uscire, cosa sarebbe successo se non ti avessi ritrovato? Devi promettermi che da oggi in poi mi darai ascolto e che non ti allontanerai più da solo!”

Billo,capì che Casimiro aveva ragione; anche se la sua causa era buona, perché si era preoccupato per lui, non avrebbe dovuto essere così impaziente di giocare, ma avrebbe dovuto avere la pazienza di aspettarlo.

Così Casimiro, i genitori e Billo tornarono a casa e organizzarono una grande festa per il suo ritorno invitando anche gli altri cani del vicinato e, tutti insieme mangiarono una grande torta a forma di osso e da quel giorno Billo imparò a non disobbedire più al suo padroncino.

- Fiaberella
Condividi